Di fatto, il turismo su larga scala è una delle cause principali del degrado ecologico e la distruzione della regione, in particolar modo lungo le coste e le aree marine che ancora conservano un valore naturale molto alto e costituiscono un fattore molto importante per la salvaguardia della biodiversità.
Il crescente sviluppo costiero per fini turistici continuerà a degradare la regione così come a distruggere aree oggi ancora incontaminate. Per esempio, tre-quarti delle dune sabbiose della costa mediterranea dalla Spagna alla Sicilia sono scomparse principalmente a causa dell'urbanizzazione legata al turismo. In Italia, oltre il 43% della costa è completamente urbanizzata per accogliere turisti, il 28% è parzialmente urbanizzata e meno del 29% è ancora intatta.
Oltre 2.5 milioni di metri cubi di rifiuti sono prodotti dai 220 milioni di turisti che visitano la regione del Mediterraneo ogni anno e dei 220 milioni di turisti più di 100 si affollano sulle spiagge mediterranee. Questo, oltre a portare ad un aumento vertiginoso della richiesta di risorse naturali, comporta anche ad un progressivo degrado dei paesaggi, l'erosione del terreno, l'incremento delle discariche di rifiuti nel mare, la perdita di habitat naturali, mettendo in serio pericolo specie come la tartaruga marina e la foca monaca.
Le tartarughe marine, per esempio, sono state gravemente danneggiate dalla distruzione delle aree destinate alla deposizione delle loro uova e dal disturbo arrecato dalle attività umane, mentre l'impatto del turismo ha moltissime responsabilità sul declino e l'estinzione della foca monaca mediterranea in diverse aree come Francia e Corsica, Spagna e isole Baleari, Croazia, Italia e Sardegna e Tunisia.
Senza un cambio radicale, l'attuale pressione turistica porterà queste specie inevitabilmente all'estinzione.
Fonte: dossier WWF - "Tourism threats in the Mediterranean"




